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Il Lago di Varano ha una superficie di circa 60,5 km². Questo fa sì che risulti il più grande lago costiero d'Italia, il sesto lago dell'intera nazione, nonché il più grande del Meridione.
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Parco Nazionale del Gargano: le origini

{mosimage}Istituito nel giugno del 1995, per impedire l’azione devastatrice degli angoli più belli del promontorio da parte dell’uomo, è divenuto oggi una delle principali mete turistiche della nostra penisola. La conformazione del Parco Nazionale del Gargano, ha costituito oltre che un primo segno di salvaguardia del paesaggio, anche la tutela dei magnifici habitat di cui il Gargano è ricco. Tra una fauna paradisiaca, coste diversificate da roccia bianchissima e ampie insenature, si trovano splendide spiagge di sabbia finissima, affacciate su un mare di ugualmente unico. La superficie del Parco comprende oltre al territorio del Gargano, la Foresta Umbra e le isole Tremiti.La stupenda penisola del Gargano, è costellata da piccoli paesi, attaccati uno agli altri tanto da sembrare comporre un'unica grande città. In quei posti, dove le case bianche, l’odore degli aranci, le stradine tortuose, fanno tanto ricordare al lontano oriente, in cui è mescola un amalgama di cultura millenaria e miti storici. Il massiccio del Gargano è costituito soprattutto da terreni calcareo-marnosi nella parte più orientale, ed esclusivamente calcarei del Cretaceo in quella occidentale. Il grande predominio dei calcari dà al Gargano una fisionomia carsica con doline, fosse, conche carsiche, grotte, caverne e cunicoli sotterranei che assorbono le acque. Le coste sono quasi dappertutto alte e rocciose, tranne a nord-ovest, dove si aprono i due laghi costieri di acqua salata di Lesina e di Varano, poco profondi e pescosi, un tempo insenature dell’Adriatico, separate, poi, progressivamente, dal mare da un cordone sabbioso. In origine il promontorio era interamente coperto di foreste il cosiddetto "Nemus garganicum", oggi ne restano limitate testimonianze; le più importanti sono quelle di pino d’Aleppo sulla costa, di querce di specie diverse, soprattutto nelle valli, e di faggio nelle località più interne ed elevate. Seminativi e pascoli nelle zone più alte e sui terrazzi di media altezza; oliveti, vigneti, frutteti e orti alle falde delle alture e sui bassi terrazzi; agrumi nelle zone costiere. La Foresta Umbra - umbra da ombrosa in quanto così fitta da non far passare la luce - ha inizio con il "Bosco di Sfilzi" dove una ricca vegetazione di faggi, aceri, gattici, cornioli, cerri e lecci di notevoli dimensioni coprono una superficie di oltre 12.000 ettari, attrezzati con sentieri naturalistici dove in un continuo alternarsi di luci e di ombre, talvolta lievi e talaltra cupe fin dove il bosco e il sottobosco diventano impenetrabili, è facile incontrare caprioli e mucche podaliche – tipica razza garganica -  che vagano liberi. Le isole Tremiti formate da tre isole principali, tutte di natura calcarea: San Domino, la più grande e ricca di vegetazione; San Nicola con un’antica fortezza; Capraia, brulla e disabitata e da uno scoglio denominato Crepaccio oltre ad altri piccoli isolotti, poco più che scogli, disabitati. Ricche di storia e di leggende, le Tremiti furono abitate fin dal Neolitico, ne sono testimonianza numerosi reperti, entrarono nella storia ad opera di colonizzatori greci che le utilizzarono come "luoghi di approdo" nei commerci con altre città; di colonizzatori romani che ne fecero luoghi di detenzione per poi trasformarsi in luoghi di approdo dei pirati. Chiamate anche Diomedee in onore di Diomede, eroe mitico della guerra di Troia e Re di Argo, che qui venne a morire, le Tremiti si presentano ricche di calette, grotte, caverne e di macchia mediterranea dove il pino d’Aleppo è il dominatore incontrastato del paesaggio dell’interno. Le coste sono popolate da diomedee, uccelli simili ai gabbiani che emettono un verso malinconico che ricorda il lamento di un uomo e sembrano piangere la scomparsa di colui che ha dato loro il nome.

Testo tratto da CORRERENELVERDEONLINE.