
RODI – E’ guerra aperta e “stavolta si fa sul serio”. Ad annunciare una mobilitazione quanto mai compatta per salvare la sezione staccata del Tribunale a Rodi Garganica sono i sette sindaci del comprensorio – incluso il sindaco di Cagnano- pronti a consegnare dimissioni simboliche durante l’incontro con il prefetto o con un suo vicario.
Questa volta cittadini e istituzioni non ci stanno proprio a farsi scippare l’ennesimo servizio nel nome dei tagli e della cosiddetta spending review.
“E poi dicono che l’arte di arrangiarsi sia tipicamente del sud. Ma se ci costringono proprio loro, i governanti, a diventare esperti in questo settore perché la storia lo insegna ci privano sempre di servizi e di tanto altro”
sono le parole cariche di rabbia del sindaco di Peschici, Franco Tavaglione, in prima linea in questa battaglia.
Ma è una lotta contro il tempo. Infatti, il prossimo 11 settembre, è prevista la traslazione dei fascicoli delle 1400 cause pendenti mentre il 13 dovrebbe arrivare il decreto attuativo del governo. L’obiettivo è quello di far prevedere un correttivo per salvare la struttura di Rodi almeno per i prossimi cinque anni ed evitare quindi che un’area abitata da oltre sessantamila persone rimanga senza tribunale, alla luce anche della triste presenza della criminalità organizzata.




