La redazione di Schiamazzi vuole oggi porre l’accento su un fenomeno che questa tornata elettorale ha scatenato: la creazione di pagine su social atte a garantire un’analisi di tutto ciò che concerne la vita politica del paese.
Alcune con intenti di (dubbia) imparzialità, altre con professione di perbenismo e linguaggio non offensivo (chapeau), queste pagine hanno iniziato la loro attività in maniera completamente anonima. E, lungi dal criticarne l’attività, condivisibile o meno, è questo quello che colpisce più nel profondo l’organico di questa associazione, di questo giornale, che nonostante tutte le difficoltà incontrate (non ultima la decisione sofferta di uscire solo online) cerca comunque di essere presente sul territorio.
Una presenza testimoniata dalle molte inchieste effettuate nel corso degli anni (Palazzetto dello sport, ex convento, amianto, rifiuti) e nelle quali è possibile leggere di dati, di leggi e di decreti. Per farla breve, di prove certe, veritiere. Non abituiamo i lettori a criticare sterilmente un fatto, puntiamo ad informarli, puntiamo ad essere una fonte affidabile di notizie alla quale rifarsi, cosa che non ci riuscirebbe se scrivessimo solo le tanto acclamate opinioni. Siamo però coscienti che per esserlo ci voglia qualcosa che permetta ai lettori di individuare l’autore di un articolo, di un post: “ci vuole la faccia”, o meglio, la firma.
Una firma, perché porla a fondo di una pagina significa essere coscienti di ciò che è stato scritto. Una firma anche per poter ricevere critiche personali, ma che almeno un dibattito costruttivo, lo creano.
Diffidiamo da chi ha come intento principale solo la diffusione di odio e confusione attraverso un social network, e restiamo della nostra idea:
“Siamo un gruppo di giovani di Cagnano Varano che dal 2002 redige un magazine, “Schiamazzi”, che si occupa di attualità, cultura e spettacoli, eventi. Il nostro slogan è sempre stato “Living Cagnano”: non vogliamo limitarci ad abitare il nostro paese e il nostro territorio, ma vogliamo viverlo in ogni suo aspetto attivamente (il verbo to live in inglese significa, appunto, vivere). Questa è l’idea di fondo che ci ha portati a fondare questo magazine libero e indipendente da qualsiasi istituzione e assolutamente apartitico.”
http://cagnanovarano.org/lassociazione/
Un magazine libero e indipendente da qualsiasi istituzione, apartitico e apolitico, sì, ma mai anonimo.
La redazione.




