Il culto di San Michele è antico e tuttora vivo nel Gargano.
Infatti l’8 maggio è uno dei giorni più importanti per la vita cagnanese.
Ma sono davvero pochi, se non rari, coloro che sono a conoscenza dell’origine del culto di san Michele.
La sua venerazione risale alla tradizione precristiana quando i contadini e pastori si rivolgevano agli dei Marte e Giove per allontanare da sé peste e morte, e dopo l’avvento del cristianesimo molti culti pagani vennero sostituiti da culti cristiani che ne riprendevano la forma.
Egli veniva ritenuto taumaturgo (guaritore), psicopompo (vale a dire guida delle anime nel regno dei morti) e apotropaico (cioè utile ad allontanare le forze maligne).
Difatti le preghiere a San Michele nascevano da un bisogno di controllare forze malefiche tramite la sua mediazione.
I temporali violenti venivano considerati forze del male attraverso i quali si svelava la manifestazione della presenza demoniaca che, secondo i devoti di san Michele, il santo riusciva a tenere a bada.
Fino a qualche decennio fa nei momenti cui veniva a mancare la corrente elettrica, i nonni solevano ripetere insieme ai loro nipotini una filastrocca per invocare l’aiuto del santo affinché ritornasse la luce nelle loro abitazioni.
San Michele nella Bibbia
Ancora meno conosciuto è il significato etimologico del termine Michele. Dall’ebraico viene reso come “Chi è come Dio?”.
Nelle scritture bibliche San Michele veniva considerato “capo supremo dell’esercito celeste”, cioè degli angeli in guerra contro il male, che nell’Apocalisse veniva rappresentato da un dragone con i suoi angeli che aveva voluto farsi grande quanto Dio ma, sconfitto nella lotta contro di lui, venne scacciato dai cieli e fatto precipitare sulla terra.
San Michele è stato sempre rappresentato e venerato come l’angelo-guerriero di Dio, rivestito di armatura dorata in perenne lotta contro il Demonio, che continua nel mondo a spargere il male e la ribellione contro Dio.
La diffusione del culto di San Michele
Il culto di San Michele si è diffuso in tutto il mondo già da epoche passate.
Tutto l’Oriente era costellato da famosi santuari, a cui si recavano migliaia di pellegrini da ogni regione del vasto impero bizantino. Perfino il grande fiume Nilo fu posto sotto la sua protezione. Si pensi che la chiesa funeraria del Cremlino a Mosca in Russia, è dedicata a S. Michele.
Anche in Occidente si hanno testimonianze del culto di San Michele, con le numerosissime chiese a lui intitolate, come pure località e monti vennero chiamati Monte Sant’Angelo o Mont Saint Michel, come il celebre santuario e monastero in Normandia in Francia, il cui culto fu portato forse dai Celti sulla costa della Normandia; certo è che esso si diffuse rapidamente nel mondo Longobardo, nello Stato Carolingio e nell’Impero Romano.
In Italia sono tanti i posti dove sorgono cappelle, oratori, grotte, chiese, colline e monti tutti intitolati all’arcangelo Michele, tra cui anche il nostro Gargano dove viene venerato a Cagnano Varano, Monte Sant’Angelo, San Marco in Lamis e Poggio Imperiale ma anche in altre regioni d’Italia come nel caso di Cuneo o di molte località della Calabria.
La ricorrenza di San Michele non deve limitarsi ad una mera occasione di svago, bensì deve essere un profondo momento di preghiera e devozione da parte della nostra comunità.
Leggi il profilo completo del Santo sul sito del Santuario di Monte S. Angelo
GRAZIA VENTRELLA




