
Domani come già annunciato qualche giorno fa molti settori saranno interessati dallo sciopero generale che alcune sigle sindacali hanno proclamato contro i provvedimenti del governo guidato da Mario Monti. Sul Gargano particolare rilevanza avrà il settore dei trasporti dove alcune corse sono a rischio ad eccezione delle fasce garantite. Sono proprio le Ferrovie del Gargano tramite il loro sito ad informare dello stato di agitazione:
Si comunica alla gentile clientela che le Organizzazioni Sindacali USB, SLAICOBAS, CIB-UNICOBAS, SNATER, SICOBAS e USI hanno indetto uno sciopero nazionale di 24 ore per il giorno 27 gennaio 2012 con garanzia dei servizi m inimi essenziali.
Pertanto nella predetta giornata saranno garantiti tutti i servizi dalle ore 5.05 alle ore 8.05 (servizi facenti capo all’Esercizio di San Severo); dalle ore 5.30 alle ore 8.30 (servizi facenti capo all’Esercizio di Foggia) e dalle ore 12.30 alle ore 15.30 (tutti i servizi).
Le motivazioni della protesta arrivano dall’Unione Sindacale di Base che commenta così le ragioni della protesta:
Il primo stadio della manovra del governo Monti è compiuto con il consenso di un’ampia e articolata maggioranza parlamentare, che riunisce centro destra e centro sinistra, favorevole a far pagare a come sempre ai lavoratori il costo di una crisi in cui una parte dei padroni, delle banche, degli speculatori e della finanza internazionale continua a intascare profitti e rendita finanziaria.
A questa prima manovra che recepisce in pieno le direttive della BCE e dell’Unione Europea seguirà nei prossimi giorni la seconda fase, centrata sul mercato del lavoro e sulle nuove misure in tema di flessibilità in uscita; si tratta insomma della modifica dell’art.18 e della libertà di licenziare, richiesta a gran voce dalla Confindustria e da Marchionne, con il consenso non solo della destra, più o meno moderata, ma anche dal centro sinistra. Scioperiamo contro il governo Monti che rappresenta gli interessi dell’Italia e dell’Europa dei padroni, delle banche e della finanza, perché non vogliamo pagare un debito che non abbiamo contribuito a far crescere, perché è indispensabile costruire un forte movimento sociale e sindacale che parta dai posti di lavoro e si riversi nelle strade e nelle piazze di tutto il paese, perché siamo stanchi di subire e vogliamo riprenderci quello che ci hanno sottratto per decenni.




