Chiude la biglietteria della stazione di San Severo. Anticamera della chiusura definitiva?

La stazione di San Severo
La stazione di San Severo (ph. B. Pascale/L'Attacco)

Ancora non curanza da parte di Trenitalia alla dorsale ferroviaria adriatica, ancora un danno ed un forte disagio al sistema dei trasporti del territorio, ancora un danno alla stazione di San Severo. Così, Antonio Villani, vice sindaco (PD) della scorsa Amministrazione comunale e Vincenzo Soccio, della Filt Cgil San Severo: “Valutazioni economiche e commerciali hanno portato a considerare la chiusura della biglietteria di San Severo dal 1° novembre prossimo. Cinque unità lavorative in servizio sono da ricollocare tra le biglietterie di Termoli e Foggia e con scheda di opzione già notificata agli interessati. È questa la comunicazione del 28 settembre del dott. Celentano Giuseppe (Responsabile della Vendita Diretta e Customer Service Base Sud N/I – Puglia, Molise, Campania e Calabria) data ai responsabili dei sindacati e alle R.S.U.. Nell’occasione i rappresentanti dei lavoratori hanno prospettato diverse soluzioni per evitare la chiusura tra cui: passaggio al trasporto regionale; rimodulazione dei turni e turni spezzati al fine anche di una riduzione del personale. Il responsabile di RFI (rete ferroviaria italiana, che fa capo al Ministero del Tesoro), senza capire alcuna ragione – continuano Villani e Soccio – decide e affretta i tempi per la chiusura ed il trasferimento del personale notificando agli stessi la scheda di opzione per la scelta ad altro impianto. Altre realtà come Vasto, San Salvo, ecc. hanno invece visto ottenere il passaggio al trasporto regionale e quindi la permanenza in loco della loro attività”. Allora, si chiedono i cittadini e gli operatori, “Che cosa impedisce a San Severo il riconoscimento al trasporto regionale?” Al legittimo quesito, così rispondono Villani e Soccio: “Ci sembra che l’antieconomicità sia stata studiata a tavolino al fine di eliminare San Severo dai treni notturni a lunga percorrenza, dai treni diurni di qualità a lunga percorrenza e conferma definitiva, con l’orario invernale, di quattro coppie IC da e per Bologna, costringendo l’utenza di San Severo a recarsi a Foggia e/o a Termoli per usufruire degli InterCity. Foggia e Termoli sono già interessate alle fermate per i treni diretti a Milano, Torino e Venezia con cinque coppie di treni denominati “Freccia”, che garantiscono una clientela inferiore a quella di San Severo e dell’intero territorio circostante che può vantare un’utenza di 250.000 viaggiatori di cui 60.000 solo San Severo. Sarà desolante verificare che la stazione di San Severo sarà abbandonata a sé stessa e considerata come una qualsiasi altra stazione di campagna tipo Apricena, Poggio Imperiale, Ripalta, Rignano”. Oltre ai dati dettagliati, Villani e Soccio formulano concrete considerazioni e riflessioni: “L’ennesimo scippo ai danni di una città e di un territorio vitale e laborioso. Si sta consumando una realtà senza che nessuno considera l’importanza ed il ruolo che la stazione può assumere come avvenuto in tante altre realtà inserite nell’ambito dei progetti ‘Cento Stazioni’ all’interno dei quali ogni azienda di trasporto può vantare uno spazio per una propria agenzia ivi compreso RFI, Trenitalia, Ferrovie del Gargano oltre ad altre attività che possono nascere come avvenuto in altre realtà ove un ruolo guida l’hanno svolto le amministrazioni comunali, la società legata alla rete ferroviaria italiana e privati interessati che hanno animato le stazioni come veri e propri centri commerciali e di servizi, visto che dalla Stazione di San Severo partono i collegamenti con il nord Gargano, San Giovanni Rotondo e centro Gargano, il Subappenninico nord. In questo modo –concludono con amarezza Villani e Soccio – oltre a garantire il lavoro alle cinque unità ora impegnate nella biglietteria, assicura a San Severo di svolgere un ruolo importante nell’ambito della mobilità dei cittadini e ad essi servizi adeguati come dire un buon biglietto da visita per l’importante centro del tavoliere e della Capitanata. In parallelo a quest’obiettivo, adesso, in emergenza, ogni istituzione, in primis la Regione e per essa i Consiglieri regionali, possono interessarsi per consentire il passaggio degli operatori dal Servizio della divisione passeggeri a quello del trasporto regionale in modo da utilizzare in loco l’esperienza e la professionalità del personale della stazione”. Tra le forze politiche presenti a Palazzo dei Celestini, si sono mosse al momento sull’argomento, Alleanza per l’Italia (interrogazione al sindaco di Sderlenga e Spina) ed il PD cittadino che “Si mobiliterà nei prossimi giorni portando all’attenzione della cittadinanza e del Consiglio Comunale questo problema – comunicano da via Carmine Ripoli – che rischia di essere l’ennesimo macigno sul degrado in cui versa la nostra città”.

Beniamino PASCALE – L’Attacco

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