Idrovolanti, Brindisi presenta progetto. E il Gargano resta a guardare

San Nicola Imbuti

Gli amministratori locali e i rappresentanti istituzionali foggiani di via Capruzzi non ne sanno nulla del progetto presentato ieri l’altro in Regione dall’assessore alla Mobilità, Guglielmo Minervini, che ha suscitato qualche reazione di campanile sul Gargano. Si chiama “Seaplanes” ed è finanziato nell’ambito del programma comunitario di Cooperazione transfrontaliera Cbc Ipa Adriatico. Nasce dal partenariato costituito da Regione Puglia, Autorità portuale di Brindisi, provincia di Teramo, Enac, Ministero dei trasporti del Montenegro, Porto di Pula, Prefettura di Corfù, porto di Bar e porto di Valona, con la finalità di realizzare collegamenti a mezzo idrovolanti dalla costa pugliese ai porti di Pula (Croazia), Corfù (Grecia), Bar (Montenegro) e Valona (Albania). I voli sperimentali partiranno in estate e interesseranno il porto di Brindisi. Una volta “armonizzate” le legislazioni tra i paesi dell’Adriatico coinvolti, il servizio verrà poi messo sul mercato, per verificare la presenza di operatori interessati a collegare i porti dell’Adriatico in mezzora di volo, contro l’attuale notte di navigazione necessaria con i traghetti. “È una sperimentazione assoluta per le nostre latitudini che guarda a forme di connessione che abbattono le distanze e rendono accessibili le città preparando l’Europa che verrà”, spiegava l’assessore Minervini martedì scorso, in occasione delle conferenza stampa dell’Adriseaplanes Steering Committee, organo decisionale di tutti i partner coinvolti. Già lo scorso marzo si tenne a Pola un primo workshop tematico del progetto Adri-Seaplanes, cui partecipò anche la Regione Puglia, assieme agli attori coinvolti nell’intervento che vede come capofila la Provincia di Teramo, nell’ambito del programma di questo Cooperazione transfrontaliero IPA-Adriatico, che rappresenta la prosecuzione del Programma Interreg IIIA Transfrontaliero Adriatico 2000-2006. L’obiettivo delle attività di test previste l’estate prossima, è quello di “aprire una nuova forma di collegamento in un canale d’acqua, l’Adriatico –ha precisato Minervini-, che per anni è stato attraversato da un muro immateriale che ha dilatato in modo innaturale le distanze fra le sue sponde”. Mettere “in connessione” le culture e le economie della Puglia e di un pezzo del mondo balcanico sarà possibile utilizzando il mezzo a basso impatto ambientale e che richiede un’infrastrutturazione leggera, i cui costi sono coperti dal progetto. Dopo gli studi di fattibilità una parte del budget sarà destinata al noleggio di un idrovolante da 19 passeggeri, alla realizzazione di piattaforme, a un sistema radio, all’istallazione di boe e a un sistema comune di prenotazione on line. un progetto che potrebbe rivelarsi straordinariamente utile al Gargano, che apre una straordinaria possibilità per il Gargano, che parrebbe invece tagliato fuori, nonostante la predisposizione naturale del Promontorio ad offrirsi come “naturale piattaforma proiettata ad Est”. Ne è convinto Michele Angelicchio di Vico del Gargano, che per primo ha sottolineato il mancato coinvolgimento del Gargano in un progetto che “colmerebbe un antico vuoto infrastrutturale rappresentato dal trasporto aereo”, invitando tecnici e partenariato del progetto a “valutare la buona opportunità che il Gargano mette a disposizione del Seaplanes”. Nella sua nota Angelicchio ricorda anche come sulle sponde del lago di Varano, “si conserva quasi intatto” un vecchio idroscalo, quello di san Nicola Imbuti, che a suo dire, “con una modesta spesa” potrebbe essere ristrutturato e “riattivato in pochissimo tempo”. Si tratta di un sito risalente agli anni del primo conflitto mondiale, quando veniva utilizzato come base da cui decollavano gli idrovolanti per contrastare l’aviazione nemica, ma anche per incursioni oltre le linee del fronte. “Era di proprietà del Ministero della Difesa. Ora è dismesso e decadente. Ci sono diversi progetti di recupero e di attivazione, che riguardano non semplicemente l’attivazione del solo idroscalo, ma il recupero del villaggio militare, a scopi turistici”, spiega a l’Attacco, l’architetto Antonio Di Nauta, responsabile dell’Utc di Cagnano Varano. “Per l’idroscalo -aggiunge- ci sono progetti che vanno dai 30 ai 40 milioni di euro candidati a varie misure di finanziamento e presentati sia da società provate, e quindi con finanziamento diretto della società, che dalle amministrazioni. Ma stanno lì da anni”. Riattivare l’idroscalo richiederebbe un investimento di almeno 4-5 milioni di euro. “Ma da solo rimarrebbe una cattedrale nel deserto –osserva il tecnico-, se non abbinato alla ristrutturazione delle infrastrutture a terra, appendice degli idrovolanti”. Se per San Nicola le speranze di coinvolgimento nel progetto sembrano remote, meno difficoltà si incontrerebbero a Rodi Garganico e Manfredonia. Comuni e società che gestiscono il porto ammettono di non saperne nulla del progetto transfrontaliero in via di sperimentazione a Brindisi. “Non conosco questo progetto regionale e non ho le informazioni per esprimermi a riguardo”, riferisce Romeo Di Tullo, responsabile della società Gespo, concessionario della Marina del Gargano, il porto turistico di Manfredonia. “Siamo totalmente aperti e disponibili a qualunque tipo di collaborazione, qualora ci venisse richiesta, da chiunque organizzi questo tipo di trasporti. Siamo stati, a suo tempo, contattati da una società locale che si occupa di queste cose, e quindi abbiamo permesso la possibilità di ammarare nelle nostre vicinanze e poi rientrare nel porto per scaricare i passeggeri. È un servizio che sicuramente rappresenta un’offerta in più. Siamo pronti a collaborare. Ben vengano queste iniziative”. Meno entusiasmo esprime il sindaco di Rosi, Nicola Pinto. “Non sono tanto d’accordo a creare dei collegamenti con l’altra sponda dell’Adriatico, per il semplice fatto che portiamo potenziali clienti dall’Italia verso l’altra parte dell’Adriatico. Se ci fosse un collegamento di linea, che è un’altra cosa, un interscambio di visite, allora sì, ma se si tratta di sottrarre a noi turisti –sostiene il sindaco- non credo che sia produttivo un discorso del genere. Certo dispiace che certe iniziative si fanno solo in altre province e il Gargano, che è il polo per eccellenza, almeno per quanto riguarda i posti letto, viene ancora trascurato”.

Roberta Fiorenti

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