
Il 26 settembre 2011 ci lasciava un punto di riferimento della comunità cagnanese, la dottoressa Angela Schiavone. Nei giorni dell’anniversario della sua scomparsa ripercorriamo la sua vita con le testimonianze di chi l’ha conosciuta.
Una vita vissuta fino alla fine, quella della dottoressa Angela Schiavone, scomparsa prematuramente nel settembre 2011. Di certo Angela non ha bisogno di presentazioni, il suo ricordo è ancora vivo nelle nostre menti e nei nostri cuori per il suo lato e la sua solidarietà squisitamente umana.
“Non so quanto io possa aver realmente conosciuto Angela, perché a volte delle persone conosciamo solo alcuni aspetti che ci colpiscono o che ci interessano spiega la sua collega Anna Nigro– posso dire però che fu una delle prime persone che ho conosciuto quando nel 1980, giovane medico e appena sposata ,mi trasferii a Cagnano. Mi sembrò molto gioviale e cortese perché mi diede il benvenuto in questo nostro paese, all’epoca molto più vivibile di adesso! Fu molto disponibile anche quando, l’estate successiva, andò in ferie e si fece sostituire da me e dandomi sempre buoni consigli sia da un punto di vista professionale che umano! Fu lei che mi aiutò ad aprire gli occhi e a non fidarmi troppo di certa gente….e non posso dire altro per rispetto alla sua memoria! Nel lavoro non si risparmiava mai :la luce nel suo studio era sempre l’ultima a spegnersi. Sempre gentile con tutti e anche in particolare con i miei figli che le volevano bene nonostante fosse stata lei a fare le loro vaccinazioni. Capivo e condividevo anche l’amore per i suoi cani perché solo chi ama tanto gli animali ama tanto anche le persone e lei oltre che nel lavoro lo ha dimostrato anche nel suo impegno per la Caritas del paese! Andò in pensione in silenzio ,non volle feste o regali e questo mi rattristò ma alla luce dei fatti poi accaduti ho capito che forse già non stava bene e noi non ne sapevamo niente, purtroppo. L’ultimo ricordo sono i suoi occhi scuri che mi salutavano silenziosamente, qualche giorno prima di andarsene… si muore e per sempre solo quando nessuno ci ricorda più e noi vogliamo invece ricordarla per sempre!”
“Ho un ottimo ricordo, sia dal punto di vista professionale che umano-racconta Salvatore Valerio, informatore medico- . Mi parlava spesso della sua gioventù , di quando studiava a Roma, se non ricordo male. E’ stata una importante perdita per Cagnano, i pazienti nonostante la grossa professionalità degli altri medici, ne sentono la mancanza. Io l’ho conosciuta tanti anni fa, aveva sempre una parola per tutti. Mi parlava dei problemi dei suoi pazienti, non solo di salute, ma anche di altro tipo. Possedeva una dote molto grande: l’umanità, rimaneva dispiaciuta quando non riusciva ad aiutare i suoi pazienti”.
Laura Pia Santososso, da paziente invece ricorda il giorno in cui arrivo la notizia della sua dipartita: “Posso provare a descrivere quello che ho provato quando mi arrivò la chiamata della sua morte. Era il 26 settembre, quel giorno festeggiavo il mio compleanno. Mi chiama mia madre e mi dice: “Angela se ne è andata”. Angela, la nostra Angela…..Per tutti era un medico ma per noi era riduttivo definirla così. Era così speciale, che forse delle volte si andava lì solo per parlare. Lei era semplicemente unica nell’ascoltare le mie parole: potevi suonare la sua porta anche mille volte al giorno, le ti avrebbe aperto, ti faceva sedere sul suo divano con i suoi amati cani, iniziava a parlare, parlare. Di colpo ti rendi conto che se n’è andata e il suo posto non è più lì, non la trovi più allo studio associati dietro quella scrivania, con il suo disordine. Non puoi più suonare il suo campanello con lei che corre per venirti ad aprire. No, adesso il suo posto è altrove…”
“Era una donna unica!-ricorda invece suo nipote Rocco Pio Schiavone-Una persona sempre disponibile, non solo per quello che riguardava il suo lavoro. la sua porta era sempre aperta… una forza della natura! Ricordo che voleva iscriversi con me alla facoltà di lettere… non basterebbero tutti gli aggettivi della lingua italiana per descriverla! “Esulando dal contesto meramente professionale, è don Luca Santoro a darci un ritratto inedito di Angela Schiavone: “Mi ha sempre colpito la sua modestia, il fatto che era un medico ‘giù dal piedistallo’. Da notare anche il suo tempo libero, in cui continuava a dedicarsi agli altri. Aveva una capacità non da poco di far conciliare il pensiero medico-scientifico con la teologia, con letture approfondite. Era una donna di fede e anche la realtà della Caritas ha registrato un salto di qualità grazie al suo impegno”.
di Iolanda Carbonelli – Emanuele Sanzone
pubblicato su Schiamazzi n.1/2013




