Il mare (anche quello del nostro Gargano) continua a crescere: secondo lo studio recente sulle variazioni del livello del Mediterraneo, pubblicato sulla rivista scientifica Quaternary International e coordinato dall’Enea in collaborazione con i ricercatori dell’INGV e delle Università Di Roma ”La Sapienza”, Bari ”Aldo Moro”, Lecce, Catania, Haifa( Israele), Parigi e Marsiglia(Francia), il livello del Mare Nostrum si è innalzato di circa 30cm negli ultimi 1000 anni rispetto a un aumento più che triplo previsto nei prossimi 100 anni dal gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite(IPCC).
Il Mediterraneo è vulnerabile all’attività umana: lo sfruttamento della pesca, l’impatto prodotto dal traffico marino, dalle industrie e dal settore agricolo, i rifiuti in plastica, le trivellazioni petrolifere sono alcune delle tante attività che possono influire sul nostro mare. Ma tuttavia sono soprattutto i cambiamenti climatici a rappresentare una minaccia per il mare come afferma Fabrizio Antonioli del laboratorio di modellistica climatica e impatti dell’Enea, che ha coordinato lo studio. Questo cambiamento climatico è causato dall’ aumento di concentrazione di CO2 in atmosfera, che negli ultimi 4 anni ha superato il valore di 400 ppm, un valore mai toccato sulla terra negli ultimi 23 milioni di anni. Per studiare le variazioni del livello del mare il team di ricerca ha preso in considerazione 13 siti archeologici sulle coste d’Italia, Spagna, Francia, Grecia E Israele. In Italia l’indagine si è concentrata in tre aree del Sud: Scario (Salerno),Torre Santa Sabina (Lecce) e Punta Penne (Brindisi).”In Italia – afferma Antonioli – sono 33 le aree a rischio a causa dell’aumento del livello del mare. Le zone più estese si trovano sulla costa settentrionale del mare Adriatico tra Trieste e Ravenna, altre aree particolarmente vulnerabili sono le pianure costiere della Versilia, di Fiumicino, le Piane Pontina e di Fondi, del Sele e del Volturno, l’area costiera di Catania e quelle di Cagliari e Oristano. Il massimo aumento del livello delle acque è atteso nel Nord Adriatico dove la somma del mare che sale e della costa che scende raggiungerà valori compresi tra 90 e 140 centimetri”. Anche la nostra regione sarebbe colpita da questo innalzamento del mare, in particolare il “Tacco dello Stivale” e il Gargano, che potrebbe diventare un’isola.




