Governo chiude il Tribunale di Lucera: Giustizia addio?

Le mobilitazione pro tribunale
Le mobilitazione pro tribunale

Paola Severino, ministro della giustizia, utilizza l’espressione “riforma epocale” per indicare il sistema giudiziario italiano che si sta “modernizzando” forse nel peggiore dei modi. Il testo definitivo che riordina la geografia giudiziaria prevede la riduzione e l’accorpamento di 31 tribunali anziché i 37 previsti in origine, questo perché il Consiglio dei ministri salva i tribunali delle zone ad alta densità mafiosa. Confermata chiusura di 220 sedi distaccate e 674 uffici del giudice di pace. In base a questi tagli Severino assicura che in tre anni si risparmieranno 50 milioni. Tutto questi tagli scatenano un malcontento comune che si scaglia contro la politica e soprattutto contro i politici e il loro benessere economico.”Perchè non si tagliano i veri costi anzichè solo i servizi. Perché servono anni di discussioni per tagliare il numero dei parlamentari e il loro stipendio, ma per togliere servizi essenziali al cittadino ci si mette un attimo”, “Come al solito l’Italia e’ il paese dei paradossi. Invece di ridurre i privilegi dei parlamentari, si preferisce sacrificare un settore chiave come quello della giustizia“, questi i commenti (più diplomatici e meno volgari) di cittadini, che riassumono il pensiero comune.A Rodi , sezione staccata di Lucera, si è svolta la manifestazione contro la chiusura del tribunale di Lucera. Alzano la voce e scendono in piazza gli avvocati del Gargano in un corteo funebre, con tanto di carri, di bara, di manifesti mortuari e quant’altro, per poter rappresentare la protesta contro la chiusura dei tribunali.«Intendiamo che si sappia quanto sia stato penalizzato il presidio giudiziario di Rodi, perché il provvedimento che lo ha soppresso venga emendato», queste sono state le poche parole degli avvocati. Il loro appello è che la giustizia torni sul Gargano, perché non sarà facile amministrare la giustizia nel Gargano Nord visti i 140 chilometri di distanza da Foggia o dalla stessa Lucera. “Il tribunale di Lucera dista meno di 20 chilometri da quello di Foggia: perché dovrebbe combattere la criminalità organizzata meglio di quello di Foggia? Lucera ha 645 sopravvenienze giudiziarie per anno molto al di sotto di altre strutture giudiziarie“, Questo è quello che ha sostenuto e continua a sostenere il ministro Severino in merito alle critiche mosse sulla soppressione del tribunale pugliese. Francesco Paolo Sisto del Pdl risponde sostenendo che il tribunale di Lucera combatte la mafia garganica ed i suoi numeri sono diversi da quelli del Ministero della Giustizia. Il 16 agosto in piazza Duomo c’è anche il vescovo, monsignor Domenico Cornacchia, che davanti a diecimila persone suona le campane a morto per commemorare la dipartita del tribunale e dell’ospedale di Lucera, zittendo tutti i presenti. Grazie a quel gesto plateale la stampa nazionale comincia a interessarsi alla storia. Persino Concita De Gregorio, famosa giornalista e scrittrice italiana,si prende la briga di arrivare a Lucera,con tutte le difficoltà del caso, perché a Lucera non arriva nemmeno il treno, e racconta sulle pagine di Repubblica la resistenza di una città che ha paura di rimanere da sola a combattere la malavita locale sostenendo che la presenza di criminalità organizzata è uno dei parametri utilizzati per stabilire la sopravvivenza di un tribunale, ma evidentemente il ministero della Giustizia non riconosce un dato evidenziato e riconosciuto dal ministero dell’Interno.La giustizia deve tornare sul Gargano.

pubblicato sul numero di Novembre del Magazine. Sfoglialo e/o scaricalo

Matteo Sanzone
Matteo Sanzone
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