
Come ormai consuetudine l’ultimo sabato prima di Natale torna il “PREMIO ANTONIO SACCIA“, che consente alle comunità del Gargano di ritrovarsi per celebrare quanti con lavoro e dedizione hanno consentito sviluppo e progresso al territorio.Questo evento, nato nel 2005 su iniziativa de “Il Belvedere” , grazie alla straordinaria partecipazione di tutte la rappresentanze istituzionali del Gargano, coinvolte nelle “nomination” deipremiati , si è dato modo di accrescere l’importanza del Premio e il valore simbolico che si vuoleattribuire. In tutte le edizioni, le stesse amministrazioni comunali, sono state invitate anche a segnalare le associazioni di volontariato più meritevoli e a loro, il Gruppo Saccia “Alberghi e Villaggi” ha devoluto un contributo economico e nello stesso tempo ha consentito a tanti sodalizi (quest’anno 14) di riscuotere il ringraziamento di tutta la comunità garganica. I premiati, da questa edizione saranno cinque tra professionisti e imprenditori, un premio sarà attribuito alla “memoria” e un premio speciale ad un artista o sportivo. Sarà il “coraggio” il tema dominante del Premio 2012 e per questo nel corso della manifestazione verrà assegnato un riconoscimento alla trasmissione “REPORT” di Rai tre , programma che con le sue inchieste ha prodotto una forte reazione e presa di coscienza dell’opinione pubblica , sulle note vicende di mala gestione della cosa pubblica, sull’ ingerenza nella vita pubblica dei poteriforti, ai privilegi delle “Caste”. Sarà Bernardo Iovene, il giornalista del pool della Galbanelli , apresenziare alla cerimonia.E’ proprio il “coraggio”, riferisce Michele di Fine organizzatore del Premio, ciò che serve a chi lavora o vuole lavorare nel nostro territorio, in un momento così difficile per l’economia, per l’incertezza nel futuro, per le molteplici problematiche legate alla burocrazia e alla sicurezza.Voglio augurarmi che anche questa edizione sia buona occasione per testimoniare gratitudine a chi ha avuto “coraggio di lottare” per il territorio e che esorti nelle giovani generazioni la consapevolezza che si può ancora “migliorare” il nostro Gargano.




